ROSSO FIORENTINO
IL GIARDINO DI RACHEL (3807385327)
ROSSO FIORENTINO (Giovan Battista di Jacopo, Firenze 1495, Fontainebleau 1540)
Giovan Battista di Jacopo detto il “Rosso” per il colore dei suoi capelli, è descritto dai suoi contemporanei come giovane di rara bellezza ma dal fare bizzarro per il suo comportamento stravagante, basti pensare che il suo compagno prediletto di scorribande era un “bertuccione”, ladro d’uva e autore di malefatte. È considerato l’alter ego pittorico di Pontormo. Fu allievo di Andrea del Sarto, non ebbe però la stessa fortuna del maestro, la sua arte era molto distante sia per equilibrio compositivo, sia per le scelte cromatiche dissonanti. Rosso Fiorentino è un artista originale e anticonformista lo dimostra il fatto che, spesso, i suoi dipinti furono contestati perché al limite del buon gusto, basti ricordare la “Pala dello Spedalingo”, commissionata nel 1518 da Lionardo Buonafede, priore della Certosa del Galluzzo, per la chiesa di Ognissanti e rifiutata perché mostrava un linguaggio eccessivo. Come ricorda Giorgio Vasari, Rosso Fiorentino aveva caricato le fattezze “crudeli e disperate” dei personaggi della pala, aveva dipinto gli occhi di Cristo bambino con sbavature nere, l’eccessiva magrezza di San Girolamo era inquietante per un pubblico di fedeli moderati, sicché lo Spedalingo mosse causa, e dopo il processo fu risarcito, nonostante Rosso avesse poi smorzato e normalizzato nella versione finale.
Era evidente che i committenti Fiorentini preferivano un linguaggio pittorico più tradizionale e meno innovativo, sicché Rosso Fiorentino, non ricevendo lavori a Firenze cercò fortuna a Roma nel 1524, all’epoca di papa Clemente VII in un momento drammatico. Neppure lì, nella città eterna, ottenne alcuna commissione importante per le stesse ragioni, così fu costretto a fuggire nel 1527, in occasione del sacco di Roma, alla volta della Francia nel 1530, a Fontainebleau, alla corte di Re Francesco I, dove invece avrà grande successo. A Firenze Rosso Fiorentino non ebbe fortuna neppure alla corte medicea, che sostenne in passato artisti molto controversi, la sua arte era decisamente rivoluzionaria, animata da uno spirito ribelle e tormentato. Al Castello di Fontainebleau, Re Francesco I commissionò un’intera galleria a Rosso Fiorentino perché credeva nel genio artistico di Giovan Battista di Jacopo, considerandolo straordinario rappresentante del manierismo o rinascimento maturo. Rosso Fiorentino morì in circostanze misteriose a soli quarantacinque anni. Secondo Vasari, Rosso Fiorentino morì suicida per avvelenamento, ma non abbiamo documenti o testimonianze certe che lo possano dimostrare, di certo si spense troppo presto come Raffaello o Masaccio.
Rachel Valle © 2017