BRONZINO - IL GIARDINO DI RACHEL (3807385327)

BRONZINO

IL GIARDINO DI RACHEL (3807385327)

RITRATTO DI SCULTORE (Portrait of a sculptor 1540-1550)

Ritrattista ufficiale alla corte di Cosimo I de’ Medici (nel 1540 entra al suo servizio come pittore di corte), Agnolo di Cosimo di Mariano, detto il Bronzino, è uno fra i più grandi pittori italiani del Cinquecento. Figlio di un modesto macellaio originario di San Gimignano, la formazione della sua personalità artistica fu piuttosto lenta. Da ragazzo era stato messo dal padre ad apprendere presso un anonimo pittore, ma né costui, né Raffaellino del Garbo, nella cui bottega Agnolo passò più tardi, si possono considerare come suoi veri maestri.

 

Verso il 1515 iniziò a lavorare nella bottega del Pontormo collaborando con il maestro agli affreschi delle ville medicee di Poggio a Caiano e di Careggi e in seguito alle decorazioni della Certosa del Galluzzo. Il soprannome “Bronzino”, dovuto forse al colore dei capelli, è attestato per la prima volta in una serie di pagamenti che l’artista ricevette intorno al 1530. L’anno successivo si trasferì a Pesaro lavorando per un biennio per la famiglia Della Rovere. Chiamato nuovamente a Firenze alla corte di Cosimo de’ Medici nel 1539, decorò la cappella di Eleonora di Toledo nel Palazzo Vecchio con cinque affreschi e una grande tavola d’altare, evidenziando un allontanamento dallo stile del Pontormo e insieme un deciso influsso michelangiolesco (comune a tutti i rappresentanti del manierismo fiorentino). L’influenza di Michelangelo si manifestò in misura ancora più palese nell’affresco Passaggio del Mar Rosso, realizzato dopo l’ingresso nell`Accademia Fiorentina nel 1541, che segnò l’apice della sua maturazione artistica. Nello stesso periodo eseguì altri dipinti a sfondo sacro e profano e numerosi cartoni per l’Arazzeria medicea. Fu tuttavia nella ritrattistica che il Bronzino dimostrò al meglio tutti i caratteri della sua pittura nitida, elegante ed armonica offrendo uno spaccato della società aristocratica fiorentina del tempo. Il Bronzino si dilettò anche di lettere e fu poeta forbito e vivace, se non originale. Il platonismo e il petrarchismo, allora in voga, gli fecero scrivere sonetti dedicati alle virtù più che alla bellezza di Laura Battiferri, gentildonna letterata moglie dell’Ammannati. Ma scrisse anche capitoli umoristici e salaci, alla maniera bernesca, pieni di vita e di brio. Fu accademico della Crusca e come tale difese la purezza e l’aristocrazia dell’idioma fiorentino, senza peraltro irrigidirsi nel misoneismo pedante dei puristi. Dopo aver terminato nel 1569 il grande affresco del Martirio di San Lorenzo, che ricevette aspre critiche per l’eccessivo numero di corpi nudi di chiaro stile michelangiolesco (non più in voga), Bronzino si spense tre anni più tardi venendo sepolto nella Chiesa di San Cristoforo degli Adimari.

Rachel Valle © 2017


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