Giuliano de’ Medici duca di Nemours
Giuliano de’ Medici duca di Nemours, figlio di Lorenzo il Magnifico, era il fratello di Piero il fatuo e Giovanni, il futuro papa Leone X. Giuliano ebbe il titolo di duca di Nemours nel 1515 dal re di Francia grazie all’influenza politica e alle relazioni internazionali del fratello, ormai eletto pontefice massimo a Roma. Giuliano de’ Medici duca di Nemours ebbe una grandissima educazione insieme ai fratelli, il padre Lorenzo volle i migliori precettori per i suoi figli, in particolare Agnolo Poliziano. Dopo la morte del magnifico (1492) i Medici rimasero per breve tempo a Firenze, il fratello maggiore di Giuliano, Piero detto il fatuo, non aveva la stessa capacità e nemmeno la personalità politica del padre, tanto che le sue pessime scelte politiche, dal punto di vista internazionale, furono la causa della cacciata della stessa famiglia da Firenze. Piero il fatuo, senza tener conto il benessere della città, offrì a Carlo VIII re di Francia l’entrata in città, questa infausta decisione costò l’uscita della dinastia medicea dalla città del giglio il 1494. A causa di questa cacciata Giuliano de’ Medici duca di Nemours dovette esiliare come il resto della famiglia, trovando rifugio in varie corti della penisola, da Venezia a Roma. Al rientro della famiglia Medici a Firenze nel 1512, Giuliano rivestì il ruolo di signore de facto della città. In seguito all’elezione al soglio pontificio del fratello Giovanni, avvenuta l’11 di marzo 1513 con il nome di Leone X, primo pontefice della dinastia medicea, Giuliano ebbe grandissimi incarichi. Naturalmente molti onori furono grazie all’intervento diretto del fratello papa, celebre per la sua politica clientelare e nepotista. Sia Giuliano e il nipote Lorenzo ebbero onorificenze e titoli in abbondanza, non per merito ma per legami familiari. Il re di Francia Luigi XII, infatti, dette il titolo a Giuliano di duca di Nemours, anche se in realtà non avvenne mai questa investitura perché giunse la sua morte prematura. Il sobrio Giuliano de’ Medici duca di Nemours ricevette svariati titoli come ad esempio: Vicario di Soragna e nobile romano dal 1513, Governatore perpetuo di Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Modena, e Capitano Generale di Santa Romana Chiesa, sempre nello stesso anno. Importante fu la politica matrimoniale che fece sposare Giuliano alla corte di Francia nel 1515 Filiberta di Savoia, un matrimonio dal sapore prettamente politico e strategico per la famiglia Medici, ma senza figli che potesse garantire una continuità dinastica. Il re di Francia Luigi XII insieme al pontefice Leone X pianificò la futura vita politica di Giuliano, avevano progettato di concedergli il trono del Regno di Napoli, ma la scomparsa prematura destabilizzò ogni decisione. Per uno strano gioco del destino anche il cugino Lorenzo, duca d’Urbino seguì la sua tragica sorte, morendo in breve tempo dopo Giuliano. Il pontefice che si era tanto prodigato per i suoi parenti, fu spiazzato dalla vita stessa. Unico discendente di Giuliano Duca di Nemours fu Ippolito de’ Medici, figlio illegittimo nato dalla relazione clandestina con una certa Pacifica Brandano. Quando Giuliano morì Ippolito aveva solo cinque anni. Il piccolo Ippolito fu accolto sotto l’ala protettiva dello zio Papa Leone X e in seguito dal cardinale Giulio de’ Medici, che lo avviò alla carriera ecclesiastica. Di Giuliano Duca di Nemours sono famosi alcuni ritratti, in particolare è da ricordare quello realizzato da Raffaello, che lo mostra davanti ad una pesante tenda verde con spalle un paesaggio romano che svela la veduta di Castel Sant’Angelo. La tomba di Giuliano de’ Medici duca di Nemours fu commissionata a Michelangelo per la Sagrestia Nuova, un capolavoro di scultura, architettura e magnificenza rinascimentale. Celeberrime sono le allegorie del Giorno e la Notte che incorniciano il ritratto di Giuliano in abiti da condottiero romano. Quando fecero notare a Michelangelo che il volto reale di Giuliano de’ Medici duca di Nemours non era molto somigliante alla sua statua, lo scultore fiorentino soleva rispondere che le future generazioni avrebbero perduto la memoria di Giuliano e il mondo avrebbe ricordato le fattezze della sua scultura come quelle reali.
Rachel Valle © 2016