IRIS: DEA DELL’ARCOBALENO E MESSAGGERA DELL’OLIMPO
Avete mai visto come inizia una tempesta? Il vento inizia a compiere spirali e con forza si alza verso il cielo. Il vento sembra spazzare via ogni cosa che incontra nel suo cammino, così le nuvole cariche di pioggia si scontrano come biglie colorate. All’improvviso scendono gocce d’acqua fitte e insistenti, tutto appare annunciare brutti presagi che sembrano durare un’eternità. Eppure dopo tanto tuonare, il temporale comincia a placarsi: le gocce sono meno taglienti, le nubi si schiudono e lentamente il cielo si colora d’azzurro. E, come per magia, vediamo nell’aere un nastro colorato che ci rassicura e che spazza i brutti pensieri: l’arcobaleno. È un ponte colorato che unisce cielo e terra, l’arcobaleno riconcilia gli uomini con gli elementi naturali. Chi è Iris? Gli antichi Greci identificavano questo bellissimo fenomeno con la divinità, Iris (o Iride), la messaggera dalle ali dorate. Iris era la figlia nata dall’unione di titano Taumante e la ninfa oceanina Elettra, sorella delle Arpie Aello e Ocipete, lo conosciamo perché Esiodo ce lo racconta nella sua Teogonia. Iris era la dea dell’arcobaleno, era dotata di piedini veloci, cinti da calzari alati, di grandi ali d’oro e il caduceo per sgombrare le nubi (il ramo di ulivo che connotava gli araldi in attività). Iris, personificazione dell’arcobaleno, era dunque una messaggera degli dei dell’Olimpo, rappresentava il percorso che percorreva andando dal cielo alla terra coronato di bellissimi colori. Eppure Iris era sorella delle terribili Arpie, mostruose creature. La divinità dell’arcobaleno era, invece, una bellissima fanciulla caratterizzata dalla dolcezza e dai tratti raffinati, vestita con chitoni formati da gocce iridescenti, le vesti variopinte lasciavano, al suo passaggio, la scia di mille colori nella volta celeste fino a formare l’arcobaleno. I marinai ellenici consideravano Iris la dea protettrice del bel tempo, sposa del Vento che proveniva dall’Ovest, addirittura madre di Eros, il dio dell’amore… Hermes (o Mercurio) era il messaggere degli dei dell’Olimpo, portava la buona novella agli uomini, la divinità più conosciuta e rappresentata dagli artisti e dai poeti. Iris, non era solamente la dea dell’arcobaleno, il suo compito principale era quello di annunciare le cattive notizie, appartiene alla sfera del Mito e non era venerata in Grecia come Hermes. Probabilmente è questa la ragione per cui Hermes è più celebre della bellissima Iris. Iris era l’ancella prediletta di Hera (Giunone), era l’unica che aveva il privilegio di preparare il giaciglio a Zeus (Giove) e alla sua la sposa divina. Iris, non serviva solo Hera, ma era incaricata da Zeus a scendere negli inferi da Ade per raccogliere le acque gelide dello Stige, che servivano ai solenni giuramenti per tutti gli dèi. La dea greca Iris, inoltre, accompagnava le anime delle donne defunte ai Campi Elisi, motivo per cui le iris viola erano deposte sulle tombe dei familiari in Grecia. Affreschi raffiguranti iris in vaso sono stati trovati nell’isola di Creta. Al Museo Nazionale Archeologico di Firenze nella sezione della ceramica a figure nere, nel cratere François, la dea Iris, rappresentata senza ali apre il corteo nuziale di Peleo e Teti. Mentre in uno skýphos frammentato si vede Iris assalita da Centauri. Iris è, dunque, una delle protagoniste dell’Iliade scritta da Omero. Nella tradizione del pantheon delle divinità romane, Iris è a volte scambiata con la figura della Fama, velocissima messaggera di Giove, che annunciava ai mortali sia la buona e la cattiva novella, la sua natura era irruenta e meno raffinata rispetto al mondo Greco. Era raffigurata con le ali decorate da mille occhi, bocche e lingue, mentre suonava una o due trombe (una per la verità, l’altra per la menzogna). Le ali di Iris, nella versione romana, ricordano l’emblema della piuma di pavone, attributo di Giunone (Hera).
IRIS – ALTRE CULTURE
Lasciando la mitologia greca, che vuole Iris come l’ultima dea a fuoriuscire dal vaso scoperchiato da Pandora, dopo che tutti i mali si diffusero sulla terra, la figura di questa divinità è presente in tantissime culture, anche molto diverse e lontane fra loro. In particolare si legano al fiore dell’Iris moltissimi significati legati alla sacralità. La sua forma è interpretata diversamente secondo la visione del mondo e l’appartenenza religiosa. L’Iris si presenta come un fiore ritto nel suo stelo, sembra proteso verso la volta celeste e dunque, dal punto di vista filosofico, verso il divino. Il numero tre è ricorrente nelle varie culture religiose come simbolo di perfezione e sinonimo di divino. Il fiore, infatti, presenta tre petali in posizione verticale, altri tre rivolti verso il basso e, altrettanti boccioli, per stelo. La tradizione cristiana identifica l’Iris come simbolo di fede, saggezza e di coraggio, rimanda inevitabilmente al concetto teologico della Santa Trinità. L’Iris nell’iconografia cristiana assume un significato profondo, grazie all’arcobaleno di colori delle sue varietà. L’Iris bianca è simbolo di purezza, d’immacolato candore, offerto dall’Arcangelo Gabriele alla Vergine Maria per l’annuncio del fiore del suo grembo, a Firenze è chiamato “Giglio di Firenze” o “Giaggiolo Bianco”. L’Iris blu è detto “Giaggiolo Odoroso” (o “Giaggiolo Delicato”) identifica le tre virtù teologali (fede, speranza e carità) descritte dai dottori della Chiesa. Il fiore di Iris Viola chiamato anche come “Giaggiolo di S. Antonio” è considerato simbolo di sapienza e spiritualità.
L’IRIS RAPPRESENTATO DALL’ICONOGRAFIA CRISTIANA
L’immagine dell’Iris è assai diffusa nell’Iconografia cristiana, si alterna al giglio, soprattutto nelle rappresentazioni dell’annunciazione alla Madonna, è considerato il fiore mariano per eccellenza. Le Iris bianche hanno come significato: la purezza e l’incorruttibilità della Vergine, mentre quelle dai petali blu rendono onore a Maria, riconoscendola Regina Coeli.
IL GIARDINO DI RACHEL - JEWISH TOUR
Francesca Rachel Valle - Florence guide
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grazie. Bellissimo articolo.
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