BERNARDO BUONTALENTI (Firenze 1531-1608)

BERNARDO BUONTALENTI (Firenze 1531-1608)

Bernardo Buontalenti, personalità complessa, fu allievo di Giorgio Vasari, dopo la sua morte fu artista di corte di Francesco I. E’ architetto, scultore, pittore, scenografo, orafo, ceramista, inventò il ”Gelato Buontalenti”. Fornì disegni e bozzetti per le varie manifatture che lavorano per Cosimo I prima e in seguito per Francesco I. Cosimo I nel 1546 Fonda la manifattura di arazzi: Arazzeria Medicea (avrà sede in via degli Arazzieri) che fu affidata a due maestri fiamminghi Jan Rost e Nicolas Karcher che insegnarono la tecnica dell’arazzo alle maestranze locali, mentre i disegni dei cartoni saranno forniti dagli artisti fiorentini più illustri: Pontormo, Bronzino, Stradano, etc.

LA GROTTA GRANDE

Grotta Grande,1583-1588, stalattiti, stalagmiti, spugne calcaree, Giardino di Boboli.

A sinistra della Grotta Grande, della cosiddetta Grotta del Buontalenti, c’è l’ultimo braccio del Corridoio Vasariano: l’uscita nel Giardino di Boboli. Il prospetto della facciata della Grotta Grande prevedeva in origine una sorta di grande Arco di Trionfo, realizzato da Giorgio Vasari. Si nota, infatti, che sotto le incrostazioni di stalattiti, di stalagmiti e di spugne calcaree aggiunte da Bernardo Buontalenti (o da Ammannati ?) si vede un’architettura Classicheggiante con un unico fornice centrale. La Grotta Grande non è una novità assoluta, perché la prima Grotta nell’Arte fiorentina con incrostazioni calcaree, creata in modo artificiale ma che sembri frutto della Natura, è presente nel Giardino di Villa di Castello, la cosiddetta “Grotta degli Animali” disegnata dal Tribolo. Buontalenti sempre nel Giardino di Boboli, una decina di anni, prima realizzò la “Grotta di Madama”, di dimensioni più ridotte, che mostra lo stesso tipo di decorazione. Nella c Buontalenti eccede nella decorazione e nelle dimensioni. Il committente dei lavori è Francesco I, che ama questa tipologia di costruzioni perché possono essere lette dal punto di vista alchemico. Il Tema dominante è la “Metamorfosi della Materia”, la materia che si trasforma, il principio fondante studiato da tutti gli Alchimisti. Da una consistenza informe e disordinata, grazie all’intervento dell’Uomo, la Materia riesce ad avere una sorta di ordine ed armonia, dunque il tema fondamentale di questi apparati peculiari, che mescolano Artificio e Natura è la metamorfosi della Natura attraverso l’azione della mano umana. La facciata è decorata anche da sculture: lateralmente nelle nicchie si trovano “Cerere e Apollo” di Baccio Bandinelli, inizialmente creati per il Coro di Santa Maria del Fiore nel 1547 come Adamo ed Eva, poiché non piacquero al committente, l’artista le donò a Eleonora che le collocò nelle Nicchie con una nuova intitolazione. Nel 1549 Baccio Bandinelli ne realizzò un’altra coppia di Adamo & Eva che riscosse molte critiche, ricordate dal Vasari, oggi conservate al Museo Nazionale del Bargello. Superiormente c’è lo stemma dei Medici, mentre ai lati sono visibili due bassorilievi con i simboli di Cosimo I: il Capricorno (a sinistra), riferimento al momento in cui fu eletto Duca di Firenze, scegliendo come suo nuovo segno zodiacale. A destra si vede la Tartaruga con la Vela, riferimento al motto “Festina Lente” (affrettati ma lentamente). La Grotta Grande è costituita da tre vani (o grotte). Il principale è il primo ambiente (il più grande) posto all’ingresso, che mostrava in origine al centro della volta un oculo con una grande “Polla” (vaso circolare) di vetro riempita di acqua e di pesci. Dalla grande Polla di vetro fuoriusciva lentamente rivoli di acqua che scorrevano lungo le pareti a irrorare le incrostazioni di stalattiti e di stalagmiti, dando un aspetto assolutamente naturale. La luce veniva filtrata e deformata dalla Polla e dal movimento dei pesci creando un effetto marino suggestivo, inoltre le pareti erano rese lucide e muschiose dall’ acqua tanto che, nell’ultima fascia in basso lungo le panche laterali, ci sono delle canaline di scolo, per far defluire l’acqua in eccesso. Erano previste nella decorazione originale alcune piante vere, muschi, e piante acquatiche. Il risultato finale era molto bizzarro assolutamente manierista. L’interno della Grotta Grande presenta anche affreschi oggi sbiaditi e deteriorati, opera di Bernardino Poccetti, collaboratore che affianca spesso Buontalenti. Gli affreschi mostrano paesaggi naturali era il programma iconografico previsto oltre alle aperture della Grotta Grande, inoltre, superiormente sulla volta si affacciano una serie di animali e uccelli graziosi, aumentando così il senso dello sfondato del soffitto. In alcune zone di quest’ambiente particolare le incrostazioni e le concrezioni sono lavorate, assumendo delle forme antropomorfe. Ad esempio sulla parete di sinistra si vedono dei pastori e alcune pecore che cercano di entrare nella grotta per trovare protezione, gli elementi sono scolpiti in queste spugne calcaree con la correzione di stucco per la definizione dei volti, i corpi si confondono con le altri parte della grotta in modo mimetico. In quest’ambiente artificiale-naturale trovarono perfetta collocazione i Prigioni di Michelangelo (oggi sostituiti da copie) perché rappresentava un loro habitat naturale. Le opere di Michelangelo sembrano uscire dalla materia informe, destandosi a nuova vita. Al centro è visibile una fontana (oggi non più in uso), che in origine doveva far defluire l’acqua e bagnare tutto il pavimento. Negli altri due vani la decorazione è simile, però meno evidente nella struttura, ogni stanza è caratterizzata da sculture: nel secondo vano c’è il gruppo scultoreo di Vincenzo de Rossi che presenta “Paride e Elena” mentre nella terza grotta c’è una bellissima Venus Pudica di Giambologna, inserita in una fontana, ai bordi della quale si vedono dei satiri aggrappati nell’atto di insediare la dea.

Rachel Valle © 2015

FRANCESCA RACHEL VALLE - FLORENCE GUIDE

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