ALCHIMIA, NEOPLATONISMO ED ERMETICA ALLA CORTE MEDICEA

ALCHIMIA, NEOPLATONISMO ED ERMETICA ALLA CORTE MEDICEA

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L’uroboro in un’incisione di Lucas Jennis, tratta da un’edizione del trattato “De Lapide Philosophico”, dell’alchimista tedesco Lambspringk.

La rinascita in epoca rinascimentale dello studio dell’alchimia e la riscoperta del neoplatonismo sono dovute al particolare interesse della famiglia Medici: il paganesimo degli antichi filosofi combinato alla fede religiosa assume un aspetto del tutto nuovo all’interno della corte medicea, trasformando Firenze nel Rinascimento un importante centro di cultura ermetica. I Medici non furono solamente grandi mecenati, furono grandi Talent Scout in ogni campo artistico e culturale, creando nuovi modelli per tutta la cultura occidentale, erano soprattutto grandi collezionisti di oggetti rari, unici al mondo, manoscritti e antichi testi che nascondevano anche insondabili segreti e occulti simbolismi. Scoprire i misteri dell’arte antica non era solo un gusto da filantropi, esaltazione del proprio potere, ma una sorta di possesso del passato sapere per un controllo del potere contemporaneo. La dinastia Medicea, fin dai primi anni del Quattrocento s’impone sullo scenario europeo distinguendosi per la cultura e la ritrovata conoscenza del passato con un’ottica completamente nuova e un atteggiamento umanista. Slegandosi dal medioevo, i Medici realizzano attraverso il mecenatismo unito alla ricerca e allo studio un nuovo modo di concepire l’esistenza umana, modificando lo stile di vita propria e di tutta una città. Fondamentale fu la ricerca dell’antico sapere attraverso la Filosofia e il neoplatonismo. Durante il medioevo questo particolare aspetto della filosofia era sviluppato all’interno della mistica della Chiesa Orientale, mentre nel panorama religioso occidentale il neoplatonismo rimase occultato a favore dei forti sistemi dottrinali degli scolastici perché ritenuto “pericoloso”. La Chiesa Occidentale credette che con l’estirpazione dell’eresia catara e valdese di aver limitato il fiorire di un pensiero gnostico, le “aberranti dottrine” proponevano un’indipendenza intellettuale e una libera coscienza sui “dogmi” religiosi e una visione differente sul concetto di salvezza. La Chiesa cattolica col sangue riportò un proprio ordine fin dal XIII secolo, più tardi l’istituzione della “Santa Inquisizione” fu lo strumento di massima censura per il libero pensiero, la soppressione fisica e mentale di ideologie e credi differenti era la politica di controllo da parte dei Pontefici. Tuttavia nel Rinascimento a Firenze il neoplatonismo trova nuova linfa vitale grazie alla figura di Cosimo il Vecchio, il Pater Patriae che istituisce l’Accademia platonica fiorentina, il cui massimo esponente fu Marsilio Ficino. Il particolare interesse di Cosimo il Vecchio per gli antichi testi fece tradurre, su sua commissione, a Marsilio Ficino ben quattordici trattati gnostico-platonici, celebri con il nome di “Corpus Hermeticum”. Sino agli albori della dinastia Medicea l’ambiente naturale è importante: architetture si aprono in giardini privati, esempio è la dimora preferita di Cosimo il Vecchio, la Villa di Careggi. La vegetazione modificata dall’uomo è cornice della Villa estiva, teatro di colte conversazioni. La natura accoglie la nuova Accademia Neo-Platonica riscoprendo, dopo l’antichità, la cultura ermetica. Con la pubblica affermazione del potere, i Medici invitano studiosi, intellettuali a Firenze provenienti da tutta Europa, nella corte di Via Larga si assiste alla rinascita dell’opera dei maggiori umanisti senza una visione cristallizzata. La sapienza pagana si fonde con la ricerca spirituale cristiana dando inizio a Firenze un rinnovato interesse per tutte quelle scienze perdute nel periodo del Medioevo, la fioritura culturale dell’estetica e dell’etica antiche si diffondono oltre i confini della Repubblica Fiorentina. Alexandre Dumas affermò che i Medici “han fatto per la gloria del mondo quello che nessun principe, re o imperatore abbia mai fatto prima di loro o farà mai in futuro”. Le collezioni di rari manoscritti, raccolte nelle meravigliose biblioteche di San Marco prima e di San Lorenzo più tardi, sono tesori che le grandi monarchie invidiarono ai Medici. I membri di questa illustre casata fiorentina mostrano la loro egemonia culturale, non solo politica, a livello internazionale, un ruolo principe nell’economia, nell’arte, nella letteratura e nelle scienze nell’Europa rinascimentale. i Medici ebbero grande interesse per la botanica, l’etologia, l’idraulica, le arti plastiche, la topiaria, l’architettura di giardino unite all’ermetismo, all’alchimia e all’astrologia.

Rachel Valle © 2015

IL GIARDINO DI RACHEL

RACHEL VALLE – FLORENCE GUIDE

3807385327

 

 

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