SPOSALIZIO DELLA VERGINE, ROSSO FIORENTINO
IL GIARDINO DI RACHEL (3807385327)
SPOSALIZIO DELLA VERGINE, ROSSO FIORENTINO (o Pala Ginori), 1523, olio su tavola, Firenze, Basilica di San Lorenzo
La seconda cappella a destra della Basilica di San Lorenzo mostra un grande olio su tavola realizzato da Rosso Fiorentino raffigurante lo Sposalizio della Vergine. È detta Pala Ginori dalla famiglia committente della cappella gentilizia. In origine la Cappella era della famiglia Masi, fino al 1520, tradizionalmente questo luogo era meta devozionale per tutte le coppie che facevano benedire le fedi nuziali prima del loro sposalizio. Quando Carlo Ginori assunse il patronato al posto dei Masi dedicò la cappella ai santi “Giuseppe e Maria”, ecco spiegato il tema della pala.
In quest’opera si vede una scelta iconografica assolutamente nuova e rivoluzionaria. Sulla sinistra del grande dipinto si vede la Vergine Maria che offre le mani molto allungate per ricevere la fede nuziale, mentre alla destra si vede San Giuseppe nell’atto di offrire l’anello, la peculiarità è il suo non convenzionale aspetto giovanile. San Giuseppe ha nella mano sinistra una verga fiorita (leggenda medievale della scelta di Maria o Storia tratta dai Vangeli apocrifi: Maria avrebbe scelto in sposo chi si presentava al suo cospetto con una verga fiorita). La giovinezza della sacra coppia di “Giuseppe e Maria”, voluta da Rosso Fiorentino, e il loro matrimonio non ha l’intento di celebrare le figure dei santi, bensì la sacralità del matrimonio. La licenza manierista mostrata in San Giuseppe da Rosso Fiorentino si alterna alla regola, alla comune rappresentazione dello sposo maturo di Maria Vergine. Una tale scelta rivoluzionaria, secondo la gran parte degli studiosi, si spiega con la volontà dell’artista di rappresentare simbolicamente la “Renovatio Ecclesiae” promossa da papa Leone X e portata avanti da Clemente VII. Così pure la figura di un frate domenicano accanto allo sposo, non è pertinente contestualmente per epoca storica e ambientazione. È comunque importante la sua presenza per la committenza (probabilmente su richiesta specifica) è un Santo domenicano di minore importanza per Firenze, si tratta di San Vincenzo Ferrer. In questo dipinto Rosso Fiorentino si distingue per una maggiore raffinatezza, mostra un’attenzione particolare per l’abbigliamento, alle acconciature, alle vesti, ai gioielli, alle rifiniture, probabilmente dovuto alle richieste specifiche dei committenti perché l’artista normalmente non si sofferma sul dettaglio raffinato e sofisticato. L’insieme dei colori è vivace e cangiante, tipica degli sperimentatori manieristi, e col suo oscurarsi in profondità aiuta a far percepire la spazialità, ormai distante dalla composizione piramidale del primo rinascimento. Ad esempio Rosso Fiorentino esegue una descrizione dei capelli precisa e particolareggiata di San Giuseppe, la veste della Vergine che si annoda con raffinata eleganza è trattata con grande gusto, così pure l’attenzione al particolare gioco dell’intreccio è molto curata. La firma di Rosso Fiorentino si trova scritta nel libro che la Santa Apollonia, in primo piano a destra, tiene aperto indicando col dito: “Rubeus Florentino”. La data 1523 è scritta sotto il gradino ai piedi del Sacerdote. Non tutti i santi rappresentati in questa pala Ginori hanno un’identità precisa, probabilmente Rosso Fiorentino voleva focalizzare tutta l’attenzione sulla sacra coppia di “Giuseppe e Maria”, anche se la figura seduta sui gradini a sinistra potrebbe essere indicata come Sant’Anna, la madre della Vergine e Santa Patrona di Firenze.
Rachel Valle © 2017