FAMIGLIA RIARIO – IL GIARDINO DI RACHEL (3807385327)

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FAMIGLIA RIARIO 

IL GIARDINO DI RACHEL (3807385327)

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Melozzo degli Abrosi detto Melozzo da Forlì, Sisto IV nomina Bartolomeo Platina prefetto della Biblioteca Vaticana, Musei Vaticani, 1477 

È qui rappresentato l’episodio storico della nomina dell’umanista Bartolomeo Sacchi, detto il Platina, a primo prefetto della Biblioteca Vaticana. Il Platina, al centro in ginocchio, riceve l’investitura e punta l’indice della mano destra verso un’iscrizione da lui composta che esalta le imprese di Sisto IV a Roma. Il Papa è circondato dai suoi nipoti: il protonotaro apostolico Raffaele Riario alla sua destra, Giuliano della Rovere, futuro Giulio II, in piedi davanti a lui, Girolamo Riario e Giovanni della Rovere alle spalle del Platina.

FAMIGLIA RIARIO

 

La Famiglia Riario è nota alla storia perché legata a Francesco della Rovere, futuro pontefice di Roma con il nome di Papa Sisto IV, mente e artefice di una delle più sanguinose cospirazioni: la “Congiura dei Pazzi”. La famiglia Riario, originaria di Savona, ebbe la sua fortuna in terra di Romagna, infatti, alla suddetta famiglia appartenne la signoria di Imola e Forlì. Un certo Paolo Riario di Savona, proveniente dalla piccola borghesia di Savona, ebbe in moglie donna Bianca, sorella di Francesco Della Rovere, poi papa Sisto IV. Il matrimonio di convenienza portò i suoi frutti quando il cognato fu eletto al soglio pontificio come vicario di Cristo. La politica di Papa Sisto IV della Rovere, infatti, aveva una forte componente nepotista che favorì i suoi fedelissimi e ne beneficiarono i figli di Bianca, il cardinale Pietro, Girolamo, e il nipote di Girolamo, Raffaele. Dal matrimonio di Girolamo con Caterina Sforza ebbe origine il ramo Riario Sforza.

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GIROLAMO RIÀRIO

Girolamo Riàrio (Savona 1443 – Forlì 1488), nipote di Sisto IV, fu un “Signore” assai ambizioso, cospiratore e spietato negli affari, ricevette in dono la signoria di Imola nel 1473 dallo zio, il quale era riuscito ad ottenerla con una forte somma di denaro da Galeazzo Maria Sforza, futuro suocero di Girolamo Riàrio. Nel 1477 Caterina Sforza fu data in sposa a Girolamo Riàrio, creando appunto il ramo Riario Sforza. Dopo la morte del fratello Pietro nel 1474, Girolamo Riàrio esercitò una grande influenza sullo zio, Papa Sisto IV, sostenendo la sua politica espansionistica sul territorio della penisola italica, naturalmente a suo vantaggio. Partecipò attivamente al complotto ordito da Papa Sisto IV contro i Medici, coadiuvato dalla famiglia fiorentina dei Pazzi nel 1478. Alla morte del signore Pino Ordelaffi nel 1480, ebbe anche l’investitura della città di Forlì. Il comportamento spregiudicato di Girolamo Riàrio lo fece circondare di nemici, di odi e di vendette, sicuramente spietato tra tutti fu Lorenzo il Magnifico che si vendicò della morte del fratello Giuliano e a sua volta finì vittima di una congiura.

++ UOMO SU CUPOLA SAN PIETRO ESPONE STRISCIONE ++

CARDINAL RAFFAELE RIÀRIO

Raffaele Riàrio (Savona 1460 – Napoli 1521), nipote di Girolamo, fu ordinato cardinale di San Giorgio al Velabro il 10 dicembre 1477, il 26 aprile dell’anno successivo, trovandosi a Firenze ospite dei Pazzi, fu testimone suo malgrado, nella chiesa di Santa Maria del Fiore, dell’assassinio di Giuliano e del ferimento di Lorenzo de’ Medici. Poiché fu ritenuto complice della cospirazione dei Pazzi, dello zio Girolamo e di Papa Sisto IV, in modo ingiusto, fu incarcerato per un breve periodo ma scagionato perché estraneo ai fatti sanguinosi della sua famiglia. Una volta liberato proseguì il suo iter ecclesiastico, infatti, nel 1483 fu nominato camerlengo. Il cardinal Raffaele Riàrio fu importante a Roma per la costruzione della chiesa di San Lorenzo in Damaso e del vicino Palazzo della Cancelleria, inoltre, diresse i lavori di apertura della Via Alessandrina, che doveva congiungere il cuore dello Stato Pontificio con il ponte Sant’Angelo. Fu grande committente e collezionista del mondo antico, ebbe modo di essere mecenate di Melozzo da Forlì e Raffaello. Curiosa è la vicenda che legò il Cardinal Raffaele Riàrio con Michelangelo per una controversa vicenda legata ad un cupido dormiente, risolta con la successiva commissione di un Bacco, oggi presente al Museo Nazionale del Bargello. Partecipò attivamente alla vita della curia romana, salvo nel periodo fra il 1499 e il 1503, per contrasti con la famiglia Borgia. Accusato di aver partecipato alla congiura ordita dal cardinal Alfonso Petrucci e da altri cardinali contro Leone X, nel 1517 fu imprigionato in Castel Sant’Angelo e privato della porpora. Reintegrato, in seguito nelle sue funzioni per non essere stata sufficientemente provata la sua colpevolezza, si ritirò nel 1520 a Napoli, dove morì l’anno successivo.

Rachel Valle © 2017

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