PAPA SISTO IV, UOMO POTENTE E PONTEFICE CONTROVERSO – IL GIARDINO DI RACHEL (3807385327)

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PAPA SISTO IV, UOMO POTENTE E PONTEFICE CONTROVERSO

 IL GIARDINO DI RACHEL (3807385327)

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Il 212° papa della Chiesa Cristiana Cattolica è uno dei più controversi vicari di Cristo: Papa Sisto IV. Prima della sua elezione al soglio pontificio il suo nome era Francesco della Rovere, nacque nello stato di Genova il 21 luglio 1414, ad Albisola, poco distante da Savona. Il suo nome è sicuramente noto al grande pubblico per la realizzazione di uno dei luoghi più celebri al mondo: la Cappella Sistina, che in seguito, durante il papato del nipote Giulio II della Rovere, sarà affrescata da Michelangelo. Porta lo stesso nome la Cappella Sistina, una seconda cappella, forse meno nota ai più, che si trova vicino alla cattedrale di Savona, sepolcro dei suoi genitori. Francesco della Rovere nacque da una famiglia benestante savonese, figlio di Leonardo della Rovere e di Luchina Monteleoni, sotto la signoria di Sigismondo di Lussemburgo.

A soli nove anni, Francesco della Rovere entrò nell’ordine dei francescani minori conventuali di Savona: imparò la grammatica, i costumi e le regole dell’Ordine per opera di padre Giovanni da Pinerolo; in Chieri studiò la dialettica, in Pavia e Bologna, ascoltò lezioni teologiche e filosofiche e ne tenne pubblica disputa a Genova davanti al capitolo generale dei suoi religiosi. Si laureò in teologia a Padova, in seguito insegnò a Bologna, Pavia, Firenze, Siena, Perugia e infine fu ministro generale dell’Ordine (1464) e cardinale di San Pietro in Vincoli nel 1467.

Fu eletto Papa il 9 agosto del 1471 all’età di cinquantasette anni prendendo il nome di Sisto IV in memoria di Sisto II, nel giorno della cui festa i cardinali si erano rinchiusi in conclave.

Papa Sisto IV è sicuramente ricordato più come un pontefice dedito all’edonismo, all’amore per il potere temporale, al nepotismo, al mecenatismo e al piacere del denaro che per la sua azione pastorale all’interno dello Stato Pontificio durante il suo pontificato. Tentò con poco successo la lotta contro i Turchi cercando di respingere gli intenti di espansione dell’imperatore ottomano Maometto II. Papa Sisto IV, in modo fallimentare, fece un tentativo di unificare la Chiesa Ortodossa a quella d’Occidente con il fine di sconfiggere il comune nemico infedele. Papa Sisto IV riuscì a cacciare, solo in un’unica occasione, le flotte musulmane dall’Adriatico liberando Otranto. Non ebbe successo il suo tentativo di politica matrimoniale di riunire cioè la Chiesa Russa con quella Romana attraverso le nozze di Zoe, ultima erede del Paleologo, con il principe di Mosca, Ivan IV.

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Il pontefice della Rovere cercò di intervenire sulle questioni legate al potere temporale e alle considerazioni dinastiche non con uno spirito evangelico bensì con un interesse prettamente personalistico.

Durante il suo pontificato Papa Sisto IV compie azioni concrete dal punto di vista ecclesiale, esaltando la figura di San Francesco, stabilisce nella data del 3 ottobre 1472 la festa ufficiale dedicata al santo. Nel 1474 emise la bolla “Mare Magnum” concedendo particolari privilegi ai francescani conventuali e ai carmelitani. Canonizzò il 14 aprile 1482 con solenni celebrazioni San Bonaventura. Papa Sisto IV cercò il dialogo e la distensione fra i Francescani e i Domenicani, sempre in aperto dibattito polemico.

Nel 1475 indisse il settimo giubileo che, non vide la grande affluenza di comuni pellegrini alla città eterna ma la partecipazione di molti principi della cristianità: Cristiano I re di Danimarca, Giovanni duca di Sassonia, Ferdinando re di Napoli con la seconda moglie Giovanna d’Aragona e Caterina di Bosnia. Fu in quest’occasione che il Giubileo per la prima volta prese l’appellativo di “Anno Santo”. Poco nota è l’approvazione di Papa Sisto IV nel 1478 della Santa Inquisizione Spagnola, cui propose come massima autorità il priore domenicano di Santa Cruz, Tomás de Torquemada, che fu il simbolo cruento della tortura e dell’inquisizione stessa.

Non ci deve stupire quest’ultima azione politica di Papa Sisto IV, d’altro canto il potere temporale era maggiormente favorito rispetto a quello spirituale: potere, denaro e controllo erano le virtù più redditizie rispetto a quelle teologiche.

Papa Sisto IV, dunque, era uno spirito guerriero e conquistatore, tipiche qualità di un regnante, non a caso prese parte attiva alle correnti lotte tra Orsini e i Colonna a Roma e tra Medici e i Pazzi a Firenze. Papa Sisto IV favorì, a tal proposito, il nepotismo con un fine di alleanza politica a lui fedele: creò trentaquattro cardinali tra cui il giovane figlio di suo fratello, Giuliano della Rovere che, in seguito, fu Papa Giulio II. Favorì Pietro Riario, figlio di una delle sue sorelle e Girolamo Riario che, dopo poco, lasciò i voti per sposare una figlia naturale del duca di Milano e ricevette dallo zio Papa le signorie di Imola e Forlì, causa della cospirazione dei Pazzi contro i Medici.

Papa Sisto IV, come tutti gli uomini di potere, promosse le arti e la scienza, fu, infatti, un grande mecenate e amante del bello. Incrementò la Biblioteca Vaticana con preziosissimi testi aprendola ad un pubblico eletto di religiosi e laici. A tal proposito fece giungere alla sua corte illustri uomini di cultura, filosofi, teologi, scienziati. Si avvalse della collaborazione di Leon Battista Alberti, a lui furono affidati importanti rinnovamenti urbanistici e architettonici. Da ricordare sicuramente la realizzazione di Ponte Sisto e la ricostruzione dell’ospedale di Santo Spirito, ma il capolavoro unico al mondo che lo vede protagonista per illustri commissioni pittoriche e architettoniche è lo scrigno della Cappella Sistina nella Santa Sede. A rendere magnifica la Cappella Sistina furono le opere di: Verrocchio, Botticelli, Pinturicchio, Perugino, il Ghirlandaio, Melozzo da Forlì. Il 15 agosto 1483, festa dell’Assunzione, dedicava la Cappella Sistina alla Madonna.

All’età di settanta anni Papa Sisto IV si spense, dopo una lunga e dolorosa malattia (probabilmente gotta), il 13 agosto 1484, fu sepolto con un semplice abito francescano nella basilica vaticana in un mausoleo bronzeo opera dello scultore Antonio del Pollaiolo.

Rachel Valle © 2017

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