LA BASILICA DI SAN MINIATO AL MONTE – BREVE STORIA | IL GIARDINO DI RACHEL (3807385327)

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LA BASILICA DI SAN MINIATO AL MONTE

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La Basilica di San Miniato al Monte sorge sulla collina ai piedi del Piazzale Michelangelo, l’edificio è considerato uno dei migliori esempi di romanico fiorentino. Sorge su un antico romitorio della prima comunità siriaca del III sec. d. C. all’epoca dell’imperatore romano Decio. La Basilica di San Miniato al Monte custodisce all’interno della cripta le reliquie di San Miniato, il primo Santo Patrono della città di Firenze.

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Mynias o meglio conosciuto con il nome di San Miniato è riconosciuto come uno dei primi protomartiri fiorentini. Sulla sua figura di santo ci sono tanti racconti assolutamente fantastici, tanto che qualche studioso ha sollevato dubbi sulla storicità di questo protomartire fiorentino. In Toscana San Miniato è venerato da tempo immemore come un principe armeno (o forse un soldato, o un mercante) arrestato, torturato a lungo e quindi martirizzato durante la persecuzione di Decio (249-251 d.C.). La vicenda fin qui è meno fantasiosa di quanto potrebbe sembrare a prima vista, perché è provato che nella Firenze paleocristiana ci fosse effettivamente un’importante comunità siriaca. La leggenda aggiunge che, dopo essere stato decapitato in riva all’Arno, Miniato avrebbe raccolto la sua testa e sarebbe andato a morire sul Monte alle Croci, che al tempo era chiamato Mons Florentinus. In realtà questo racconto è molto simile al martirio di San Dionigi, vescovo parigino decapitato dai romani, che avrebbe portato la propria testa sul colle di Montmartre. Sulla tomba di Miniato, dunque, sorse un oratorio, poi trasformato nell’attuale Basilica per volere del vescovo Ildebrando dopo che nel 1013 furono trovate le spoglie del santo, ora conservate nell’altare intarsiato della cripta (ma un’altra versione vuole invece che le reliquie siano state trafugate e trasportate a Metz in epoca medievale). L’immagine più diffusa rappresenta San Miniato con una corona (oltre che con la palma e spesso anche con la spada del martirio), avvallando l’ipotesi che lo vuole di nobile lignaggio.

 

La più antica testimonianza dell’esistenza della Basilica risale al 783 d.C. All’inizio dell’anno mille il già citato vescovo Ildebrando, iniziò la costruzione dell’attuale chiesa che si protrasse per oltre due secoli, nel contiguo convento s’insediò una comunità di monaci benedettini. Alla fine del XIII secolo fu costruito accanto alla chiesa il palazzo noto come Palazzo dei Vescovi, antica residenza estiva dei Vescovi di Firenze, poi divenuto Convento, Ospedale e Casa dei Gesuiti. Dal 1373 il monastero vide l’insediamento di un nuovo ordine religioso che sostituì il precedente Benedettino: i Monaci Olivetani, oggi ancora presenti.

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Durante il periodo rinascimentale la chiesa vide dei cambiamenti al suo interno che modificarono l’impianto originario. La famiglia Medici comprese l’importanza della Basilica di San Miniato al Monte, già sotto il patronato dell’arte di Calimala. Uno dei capolavori è il “Tempietto” commissionata da Piero de’ Medici all’architetto Michelozzo (1447), un esempio straordinario di edicola d’altare realizzata a marmi intarsiati con la volta a botte in terracotta invetriata, opera di Luca della Robbia. Sull’altare si trovano una serie di tavole dipinte, in particolare quella della fine del XIV secolo di Agnolo Gaddi che rappresenta San Giovanni Gualberto, San Miniato ed episodi evangelici.

Come si accennava prima la Basilica di San Miniato al Monte è uno dei capolavori del romanico toscano, unisce l’impianto basilicale di derivazione classica a elementi tipicamente romanici. La facciata mostra la classica bicromia di marmi bianchi e verdi che si trova anche nella decorazione coeva del Battistero di San Giovanni, la simbologia rappresentata è assai complessa. Nella parte superiore della facciata è inserita una raffigurazione musiva del XIII sec. che mostra Gesù Cristo in trono tra la Vergine Maria e San Miniato, a coronamento della chiesa, sulla sua sommità è visibile l’aquila bronzea che rappresenta l’Arte di Calimala, la corporazione dei mercanti che dal XIII secolo ebbe il patronato sulla basilica.

L’interno della Basilica è diviso in tre navate e si dispone su tre livelli, la policromia che caratterizza la facciata è presente anche al suo interno, dominato dal coro superiore. Le pareti laterali sono ricche di affreschi e sinopie risalenti ai secoli XIV e XV, non tutti attribuiti ad artisti conosciuti. Il capolavoro che contraddistingue la Basilica di San Miniato al Monte è il pavimento della navata centrale, uno splendido intarsio marmoreo con motivi geometrici, fitomorfi e zoomorfi, fra cui la margherita zodiacale, datata 1207, considerato fra i più antichi in Europa ancora funzionante, simile alla ruota zodiacale del coevo Battistero di San Giovanni. Nella parte superiore del Coro sono presenti, sempre con la stessa tecnica d’intarsio marmoreo, uno splendido pulpito e uno dei rari plutei, la recinzione che delimita la zona absidale. Il catino absidale è semicircolare ed è rivestito di marmi verdi e bianchi, mostra nella parte superiore una decorazione musiva tardo bizantino (1297) in cui è raffigurato Cristo Pantocratore fra la Vergine Maria e San Miniato e i simboli dei quatto Evangelisti.

LA CRIPTA

La Cripta, che si trova sotto il presbiterio, è divisa in sette piccole navate da colonne, alcune delle quali provenienti da antichi edifici romani, nelle volte vi sono affreschi attribuiti di Taddeo Gaddi (1341), la cancellata di ferro battuto è del 1338. Nell’altare romanico della Cripta sono conservate le spoglie di San Miniato.

LA SACRESTIA

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A destra del Coro absidale, sempre nella parte superiore della Basilica di San Miniato al Monte, si trova la sacrestia le cui decorazioni parietali furono commissionate da Benedetto degli Alberti. I bellissimi affreschi sono opera di Spinello Aretino, un artista della fine del XIV secolo, è considerato il ciclo pittorico più completo sulla vita di San Benedetto con episodi unici, mentre sul soffitto sono raffigurati gli Evangelisti.

LA CAPPELLA DEL CARDINALE DEL PORTOGALLO

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Sulla navata sinistra della Basilica di San Miniato al Monte, si apre la cappella del Cardinale del Portogallo, fatta costruire dal Re Alfonso del Portogallo tra il 1461 e il 1466, fu l’ultima parte architettonica inglobata nel corpo della basilica, questa Cappella costituisce un unicum, vero capolavoro del rinascimento fiorentino. La cappella patronale accoglie le spoglie di Giacomo di Lusitania, Vescovo di Lisbona nonché nipote del Re di Portogallo, morto precocemente a Firenze nel 1459.

La parte architettonica della cappella fu progettata e realizzata da Antonio Manetti, discepolo del Brunelleschi, mentre il monumento funebre del Cardinale del Portogallo (1461-66) è opera di Antonio Rossellino. La cappella è uno scrigno di bellezza, la volta è realizzata in terracotta invetriata (1461) di Luca della Robbia, rappresenta le Virtù Cardinali. Gli affreschi che decorano l’interno della cappella sono di Alesso Baldovinetti. Infine è presente una prestigiosa tavola d’altare, copia di Antonio e Piero del Pollaiolo, l’originale è conservata oggi alla Galleria degli Uffizi.

I Monaci Olivetani provengono dall’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore in provincia di Siena, nel XIX secolo per loro volontà fu costruito il cimitero monumentale delle Porte Sante che ospita numerose cappelle della borghesia fiorentina, realizzate in stile liberty e art déco.

Rachel Valle © 2017

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