“VANITAS”
CON IL GIARDINO DI RACHEL (3807385327)
La “ Vanitas” è la rappresentazione della caducità della vita umana, i simboli che hanno il fine di mostrare la sua inconsistenza rispetto al divino e all’eternità sono di natura assai differente. I simboli che ricoprono il ruolo della fragilità umana spesso sono indicati nei fiori, in particolare nei petali perché delicati sbocciando cadono e si posano inanimati, perdendo la loro bellezza. Il trascorrere del tempo è rilevato dalla superficie consumata degli oggetti, oppure dalla polvere che li ricopre, altro indizio che ci scopre il messaggio dell’inconsistenza dell’essere è la candela spenta. Il teschio è sempre a ricordare la brevità della vita rispetto a D-o e l’eternità, il teschio rotto, a indicare a chi è potente che è solo polvere, un teschio cinto d’alloro significa vana gloria terrena. Teschi, candele, armature, clessidre, globi terrestri alludono alle guerre e l’illusione di potenza dell’uomo in terra, però annullate di fronte alla “Vanitas”. Altri simboli che possono ricoprire il ruolo di fugacità sono le custodie degli strumenti musicali, che alludono alle spoglie umane lasciate sulla terra una volta che l’anima abbandona il corpo; tutti gli strumenti musicali, gli spartiti sono un motivo ricorrente di questo tema.
Le foglie rovesciate e corrotte dalla natura in un cesto di frutta perfetto sono l’allegoria dell’effimero. La frutta presentata in un canestro presenta sempre una mela, un elemento della composizione bacata, e la presenza di un insetto, una mosca ad esempio ne accresce il significato di precarietà. Il gioco della bolla di sapone è assai curioso perché pensiamo sia un divertimento moderno, invece, è relativamente nuovo, si dava però un significato a quelle bolle che noi mai potremmo immaginare! Il motivo della bolla di sapone richiamava, infatti, quello dell’homo bulla una tremenda allegoria sulla vanità della vita umana destinata a svanire come una bolla di sapone. Dalla tradizione greca si ereditano l’associazione del pavone con la vanità e la superbia, mentre da quella romana gioielli, oggetti preziosi, monete, richiamano la fallace vanità della ricchezza esteriore.
“Vanitas” deriva dall’aggettivo latino “Vanus” che significa vuoto (sinonimi: fugace ed effimero). La parola “Vanitas” è tratta da una versione latina “Vanitas vanitatum et omnia vanitas” (Vanità delle vanità, tutto è vanità) di una frase tratta dal libro sapienziale ebraico Qohelet (l’Ecclesiaste cristiano) del Tanach o Antico Testamento è in realtà “Havel havalim” (la più grande vanità).
Rachel Valle © 2017