GOSSIP D’AUTORE: LA MADONNA DELLA SCALA #Michelangelo| IL GIARDINO DI RACHEL 3807385327

GOSSIP D’AUTORE: LA MADONNA DELLA SCALA #Michelangelo di Rachel Valle

La Madonna della Scala, escludendo i primi disegni giovanili eseguiti all’interno della Cappella Brancacci e alle cappelle Bardi e Peruzzi in Santa Croce, è fino ad oggi la prima opera nota giunta a noi di Michelangelo, anche se abbiamo memoria di altre due opere il “Cupido Dormiente” e la “Testa di Fauno”, oggi perdute.

È Chiamata “Madonna della Scala” perché mostra sullo sfondo una scala con dei putti che si affacciano, in primo piano si vede la Madonna con Bambino. Vasari cita quest’opera esattamente in Casa Buonarroti di Lionardo Buonarroti nel 1568, forse realizzata come saggio di bravura del giovane artista per il suo mecenate Lorenzo il Magnifico. L’opera era stata donata “non è molti anni” da Lionardo Buonarroti, nipote dell’artista, al granduca Cosimo I “il quale la tiene per cosa singularissima”. Prima di questo dono, molto probabilmente l’opera era sempre rimasta nella casa dell’artista in via Ghibellina, dove tornò nel 1616, quando il granduca Cosimo II la restituì a Michelangelo il Giovane, come segno di riconoscimento per l’opera di glorificazione del grande avo che si stava avviando in quegli anni nelle sale monumentali del piano nobile.

L’opera è un bassorilievo che mostra la conoscenza dell’arte subito precedente, di chiara influenza della scuola di Donatello. Già Vasari nota il rapporto tra la Madonna della scala e lo stile di Donatello: “Volendo contrafare la maniera di Donatello, si portò sì bene che par di man sua, eccetto che si vede più grazia e più disegno”.

Nella tipologia di putto, con la veste sottilissima e ricca di pieghe, dalle forme così morbide, ricorda quelli rappresentati nella Cantoria di Donatello (1433-1438). È sicuramente lo stile di formazione ricevuto da Bertoldo di Giovanni, allievo prediletto di Donatello. Il giovane Michelangelo mostra di conoscere soprattutto la tecnica dello stiacciato, l’opera, anche se solitamente è considerata un bassorilievo, mostra sullo sfondo dei puttini finali realizzati con questa tecnica inventata da Donatello, nel velo della Vergine e sui gradini della scala.

La Madonna è monumentale, le sue fattezze ricordano le antiche figure classiche, inoltre, è rappresentata senza l’aureola, che normalmente indica la santità della Vergine Maria, potrebbe sembrare una vestale romana, una figura antica dalla grande severità. Estremamente raffinato il passaggio del panneggio che scivola dalla seduta, che ci permette di vedere lo spessore del cubo. Si vede, inoltre, un’altra caratteristica di Michelangelo: il bambino s’insinua fra le vesti della madre, spesso Buonarroti lo ripropone come modello in altre sue opere. La Madonna della Scala è anche una “Madonna del Latte”, infatti, la Vergine alza una parte delle sue vesti per allattare il Fanciullo divino, che mostra una muscolatura da piccolo Ercole. Michelangelo mostra così di aver studiato la statuaria antica nel Giardino di San Marco. In questo primo esempio di Bambino c’è già un’idea di forte torsione che anticipa la posa serpentinata, che sarà tipica delle opere manieriste o della terza maniera. Questa particolare posa “Serpentinata” permette l’opera di essere vista a trecentosessanta gradi in ogni suo lato di ogni singola figura umana. È una posa “Artificiosa” non naturale, con un andamento a “Spirale”, non credibile nella realtà. La posa serpentinata sarà di gran moda e fama soprattutto in epoca successiva Barocca perché è un virtuosismo, una licenza dell’artista che alterna alla regola. Dà all’artista la possibilità di mostrare l’abilità nella rappresentazione iconografica. Il Bambino della Madonna della Scala non è ancora “Serpentinato” ma sprigiona già una grande energia, che sarà sviluppata in seguito da Michelangelo nei suoi celebri capolavori.

Di certo la Madonna della Scala non è affatto un’opera statica, la schiena vista perfettamente dal verso (da dietro), il volto visto di profilo (laterale) e il piccolo braccio che ruota su se stesso, ci mostra già gli aspetti dinamici della scultura di Michelangelo.

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I piedi della Vergine non sono semplicemente paralleli rispetto al pavimento, uno dei due è leggermente inclinato, si vede l’ombra sotto, mostrando una parte della pianta del piede, è un piccolo dettaglio che però dà un’idea di movimento. Michelangelo, dunque, spezza la rigidità, la monotonia di un bassorilievo, anche il putto che si affaccia dalla balaustra della scala è coerente con questa dinamicità espressiva. Michelangelo realizza la Madonna della Scala a soli quindici anni!

Rachel Valle © 2017

IL GIARDINO DI RACHEL

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Francesca Rachel Valle – Florence Guide

[email protected] | Cell. 380 7385 327

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