MICHELANGELO AL BARGELLO:
IL BACCO
E IL CUPIDO DORMIENTE PERDUTO
La Sala dedicata alle opere di Michelangelo e della scultura cinquecentesca fino al 1966 ospitava in origine l’armeria con una collezione ricca di armature e armi proveniente dalle collezioni medicee, in seguito all’alluvione di quell’anno, sono stati spostati all’ultimo piano del Museo Nazionale del Bargello. Dopo un attento restauro, la sala ebbe un’altra destinazione, infatti, oggi ospita capolavori della scultura rinascimentale da Michelangelo a Cellini, da Ammannati a Giambologna. Entrando l’occhio è inebriato dall’opera giovanile di Michelangelo: il Bacco datato 1496 – 1497, è un’opera marmorea che fu realizzata a Roma nello stesso periodo in cui il divino scultore creò la celebre Pietà, detta Vaticana. Il Cardinal Raffaello Sansoni Riario, parente del pontefice Sisto IV, volle commissionare a Michelangelo questa scultura in seguito ad una bizzarra vicenda. All’epoca lo scultore fiorentino si trovava a Roma perché, dopo la cacciata della famiglia Medici nel 1494, peregrinando di città in città, trovò un porto sicuro nella Caput Mundi.
Michelangelo era noto come enfant prodige fra le corti aristocratiche per la sua bravura a riprodur il vero e il naturale. Si racconta che Lorenzo di Pier Francesco de’ Medici lo lusingò a tal punto che, per la loro importanza storica e documentaria (anche per la forma estetica), però il Bacco di Michelangelo era fuori dai canoni estetici.
Rachel Valle © 2016