IL BOIA FIORENTINO
Nella storia della società medievale europea esiste una figura di rilievo che si contrappone al cavaliere ma di uguale importanza: il Boia. È l’espressione opposta del Cavaliere: alla raffinatezza di corte egli mostra il peggior volto della feccia dell’umanità. Eppure il Boia era un personaggio necessario per tutta quella società, svolgeva il lavoro sporco che la nobiltà non voleva eseguire. Il Boia, infatti, non decide in maniera autonoma chi uccidere, era una figura stipendiata dalla Signoria o dal Ducato nelle differenti nazioni europee. Questa figura, che la società aveva indicato come il braccio della morte, in realtà eseguiva semplicemente gli ordini dei suoi capi: la nobiltà o la ricca borghesia. Nonostante l’infausta fama che circonda questo personaggio, dovuta a un’iconografia stereotipata, si conosce ben poco della vita e delle abitudini di questo esecutore di condanne a morte. La paura e la superstizione hanno creato un personaggio bieco e nefasto agli occhi di tutti, mi verrebbe da dire “Povero Boia!”. In realtà è uno dei ruoli più tragici nella storia medievale, un eroe negativo mai difeso eppure il suo era un compito ingrato e oltretutto voluto dai potenti. Il Boia era un professionista pagato da chi emanava le sentenze capitali. Dalla sua precisione e abilità dipendeva la morte del condannato, che doveva essere eseguita secondo i parametri prescritti dalla sua categoria. Il condannato a morte non era la sua vittima, era una pedina che gli era affidata dalla magistratura, sicché la sua professionalità richiedeva di non far soffrire il condannato. La morte doveva essere rapida oppure lenta se richiedeva la pratica della tortura. La sua abilità, nel caso della decapitazione, era quella di eseguire un taglio netto con gli strumenti adeguati, senza alcuna titubanza, altrimenti il condannato avrebbe sofferto per mano sua. Era un mestiere di precisione e al contempo pericoloso. La professione si tramandava di padre in figlio perché i segreti del mestiere erano tramandati in casa, era più naturale che l’apprendista fosse suo figlio. Nel medioevo non vi era tanta differenza col cerusico (chirurgo medievale) poiché aveva anche il ruolo di barbiere! In ogni caso il tirocinio era lungo per l’apprendimento della conoscenza delle tecniche di esecuzione, dell’anatomia dei corpi e della medicina legata alle ferite. Il mestiere del Boia non era così scontato, ma di certo era una sorta di casta che apparteneva alla società medievale, con privilegi e riguardi da parte dello stato. Il Boia Fiorentino non era molto diverso dal resto dei paesi europei, era una figura stipendiata dallo stato, la Repubblica Fiorentina o il Granducato di Toscana, possedeva una casa datagli dalle istituzioni. Aveva un orto, dove poter coltivare per sé e la sua famiglia, in particolare si dedicava alle erbe officinali che gli servivano per il suo mestiere. La sua dimora era, dunque, offerta dai governatori fiorentini ma doveva necessariamente vivere fuori le mura della città perché considerato impuro e per la superstizione che circondava il suo ruolo. Possedeva un cavallo, altro privilegio del suo mestiere, che gli serviva per gli spostamenti richiesti dalla magistratura. Il Boia Fiorentino, quando doveva entrare in città, era obbligato a vestire panni colorati di rosso e grigio per essere riconosciuto dalla cittadinanza, inoltre, doveva indossare sempre i guanti perché non poteva toccare ed essere toccato.
L’impurità dovuta al suo mestiere lo rendeva un essere intoccabile e al tempo stesso si pensava che il Boia avesse poteri taumaturgici, perché conosceva molto bene l’anatomia dei corpi. Era in grado di creare speciali unguenti e pozioni con le erbe che garantivano la guarigione di ferite e\o lesioni alle persone malate. In realtà vi era una doppia visione nei confronti della figura del Boia, che per mestiere toglieva la vita e al tempo stesso aveva poteri di guaritore. Il Boia conosceva bene i corpi perché la sua azione doveva essere precisa, non poteva recare, con un colpo sbagliato, altra sofferenza al condannato a morte. Era un professionista della morte di solito figlio, a sua volta, di un Boia.
Rachel Valle © 2015
IL GIARDINO DI RACHEL
FRANCESCA RACHEL VALLE – FLORENCE GUIDE
[email protected] | Cell. 380 73 85 327