LA SERPE AL COLLO: UNO STRANO CAPPIO PER CASSIOLI
La maestosa facciata della cattedrale di Santa Maria del Fiore fu realizzata alla fine dell’Ottocento per la grande gioia di tutta la città di Firenze. Tre grandi portali bronzei sostituirono le antiche porte lignee, che furono sistemate nella facciata della vicina chiesa di Santa Croce. Le grandi porte furono opera di noti artisti contemporanei: Augusto Passaglia realizzò il portale di sinistra e l’ingresso maggiore in collaborazione con Amalia Duprè, figlia del noto scultore Giovanni Duprè. La porta di destra, chiamata anche del Campanile, fu invece creata dallo scultore Giuseppe Cassioli. L’artista ebbe la sua formazione artistica all’Accademia di Belle Arti a Siena in pittura dal padre Amos e in scultura da Tito Sarrocchi. Il suo talento fu premiato dalle numerose commissioni a Siena, fu importante nella sua carriera, però, esser scelto fra molti candidati per la realizzazione dei battenti della facciata del Duomo. La scelta della sua decorazione fu molto criticata, infatti, non piacque ai Fiorentini. Quella che sembrava l’opera più importante sì rivelò la disgrazia della sua vita, Giuseppe Cassioli cadde addirittura in miseria e in depressione per completare questa sua sofferta opera. I giornalisti riportavano sulle cronache quotidianamente dure critiche, demoralizzando lo scultore che si sentiva soffocare da tanto accanimento. Era difficile per lui accettare il confronto con il capolavoro di Lorenzo Ghiberti, la Porta Est del battistero detta del “Paradiso”, proprio perché opposta alla sua. Così, lo scultore ottocentesco, decise di dar voce a questo grande disagio realizzando un autoritratto veramente particolare. Con la sua effige avrebbe fatto tacere l’opinione pubblica. Il Ghiberti si autoritrasse, nella celebre Porta bronzea dorata con un elegante volto senile, molto differente dalla precedente immagine dove indossava un turbante, visibile sui battenti della Porta Nord. Giuseppe Cassioli pensò che l’iconografia che più descriveva se stesso in quel momento fosse una serpe che si avvinghiava al collo soffocandolo, emblema delle angherie subite e della sua decadenza economica.
Rachel Valle © 2015