LA SFIDA DELL’UOVO: COLOMBO O BRUNELLESCHI?

LA SFIDA DELL’UOVO: COLOMBO O BRUNELLESCHI?

uovo

Incisione - Hoghart

Da dove deriva l’espressione di uso comune: “È l’uovo di Colombo!”, cioè trovare una soluzione ingegnosa a un problema, che apparentemente sembra impossibile, in modo semplice. Questo modo di dire ha origine dalla tradizione popolare genovese che racconta un episodio che si riferisce al grande navigatore. Cristoforo Colombo al suo ritorno dalle “Americhe”, dopo il primo viaggio, fu invitato a un banchetto in suo onore dal cardinale Mendoza. Durante la cena alcuni nobili spagnoli vollero beffeggiare il capitano genovese, dicendo che la sua impresa non era poi così difficile e chiunque sarebbe stato in grado di affrontarla, scoprendo il Nuovo Mondo, con i giusti mezzi. Cristoforo Colombo s’indispettì per tutta questa boria e sufficienza, sicché lanciò loro una sfida. Così chiese, ai commensali spagnoli, di far stare ritto un uovo sul tavolo senza reggerlo con alcun dito. I nobili spagnoli fecero molti tentativi senza trovar la giusta soluzione, sostennero che era impossibile questa sua richiesta e vollero una dimostrazione pratica a questa sfida. Al che, Cristoforo Colombo con grande naturalezza prese fra le mani l’uovo, facendo ammaccare con garbo la parte inferiore sul marmo della tavola, l’uovo rimase ritto con lo stupore di tutti i presenti. I commensali, indispettiti, dissero che sarebbero riusciti anche loro nell’impresa ma Cristoforo Colombo rispose: “Cari signori lo avreste potuto fare, io invece, a differenza vostra l’ho fatto!”. Quest’aneddoto della tradizione popolare, forse mai accaduto, fu riportato dal letterato cinquecentesco Girolamo Benzoni, che più probabilmente rivisitò la vicenda realmente accaduta a Filippo Brunelleschi descritta da Giorgio Vasari nelle sue “Vite”. La vicenda si svolse a Firenze nel primo decennio del Quattrocento. Filippo Brunelleschi per assicurarsi la commissione per la costruzione della cupola della cattedrale di Santa Maria del Fiore avrebbe sfidato i molti architetti presenti, suoi rivali, con la stessa sfida. La commissione dell’Opera del Duomo, riunitasi per verificare tutti i progetti, volle vedere anche i disegni di Filippo Brunelleschi, il quale disse che avrebbe mostrato loro i documenti solo quando avessero trovato la soluzione di far star ritto un uovo su di un tavolo marmoreo. L’architetto era gelosissimo del suo progetto, non voleva assolutamente mostrare il proprio modello della cupola del Duomo al resto dei concorrenti per timore di essere copiato o, peggio ancora, che i suoi disegni fossero sottratti illecitamente. “… Il che non volle fare, ma propose questo a’ maestri e forestieri e terrazzani, che chi fermasse in sur un marmo piano un uovo ritto, quello facesse la cupola, che quivi si vedrebbe l’ingegno loro…” . Tutti i presenti cercarono il sistema di far tenere dritto l’uovo ma non riuscirono a trovare il modo, così Filippo Brunelleschi – narra Vasari – “… Con grazia lo prese e datoli un colpo del culo in sul piano del marmo, lo fece star ritto…”. I maestri precisarono che avrebbero saputo fare uguale, ma Filippo Brunelleschi rispose ridendo che gli: “Arebbono ancora saputo voltare la cupola, vedendo il modello o il disegno”. I due aneddoti sono identici, ma la differenza è che Giorgio Vasari ammise che la vicenda raccontata su Filippo Brunelleschi non era poi così nuova, già circolava tra le corti, proveniente dall’oriente. Alla conclusione delle due vicende narrate, possiamo dire che il vincitore della disputa dell’uovo è sicuramente Filippo Brunelleschi, ma la memoria popolare ha premiato Cristoforo Colombo.

Rachel Valle © 2015

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