LA GRANDE ARTE CHIAMATA ALCHIMIA

LA GRANDE ARTE CHIAMATA ALCHIMIA

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L’alchimista di P. Bruegel il Vecchio

L’opera alchemica è definita Grande Arte – Magna Ars, non è un divertimento che soddisfa curiosità popolare bensì una ricerca spirituale e un percorso iniziatico. Attraverso l’opera alchemica vi è un cambiamento di visione sulle cose e nel mondo dell’uomo: è una lenta trasformazione della vita stessa. Il singolo individuo muta il suo comportamento con una diversa prassi, avrà un atteggiamento più intimo verso la realtà quotidiana ricercando l’essenza di quest’ultima trasmutando così il suo vivere in una vera e propria opera d’arte. L’Opera d’arte, propriamente intesa, è l’espressione più alta di valori universali e significati eterni secondo un’ottica innovativa e personale dell’artista. L’alchimista nel suo agire imita creativamente i processi e i tempi della natura, mutandone ritmo e finalità. L’uomo è figlio di Prometeo, il mito greco generato da Giapeto e Climene, divinità amica del genere umano. Secondo un’antica leggenda Prometeo era figlio dell’unione proibita del titano Eurimedonte e di Era, che suscitò l’ira di Zeus. Il padre di tutti gli dei affidò l’incarico a Prometeo di forgiare l’uomo, creato dalla polvere e dal fango e animato dalla scintilla del fuoco divino. Lo scaltro eroe rubò ad Atena, partorita dalla testa di Zeus, lo scrigno contenente l’intelligenza e la memoria facendone dono all’umanità. Zeus infuriato punì Prometeo perché questi beni preziosi erano troppo pericolosi in mano al genere umano, che li avrebbe usati impropriamente anche contro di lui. Prometeo rubò la favilla divina dall’Olimpo, la punizione di Zeus fu esemplare verso l’eroe greco, ma non bastò a fermare l’uomo, ormai in possesso del fuoco, che iniziò a essere “Artefice”. L’eroe greco è l’antitesi del sovrano dell’Olimpo, il suo agire è identificato con la genesi della consapevolezza dell’uomo. Ecco perché nella tradizione occidentale Prometeo è simbolo di ribellione, avversario dell’autorità e del pensiero costituito, dimostrandosi l’incarnazione del pensiero indipendente, libero dai vincoli imposti dal mito. L’uomo è dunque capace di essere “Artefice” e ricreare la natura trasformandola a suo piacere, è “Artista”, realizzando una nuova estetica del reale, più stupefacente e veritiera della realtà stessa. L’alchimista è “Artefice” del proprio destino, operando come un artista, plasma la sua esistenza secondo la propria visione. L’alchimista trasmutando gli elementi grezzi a disposizione dell’uomo, forgia una nuova materia, prodotta dall’unione di elementi eterogenei, l’azione creatrice rinnova la primordiale genesi divina. Il desiderio più profondo dell’alchimista è di sostituirsi nella prassi al padre creatore, la sua non è solo una prassi di trasformazione della materia in una nuova fisicità bensì il suo agire ha finalità metafisiche e spirituali. Gli artisti amalgamando colori, suoni e parole rendono percepibile l’invisibile e l’ineffabile interpretando i grandi temi del macrocosmo e del microcosmo dell’umanità con espressioni simboliche, rivoluzionarie, paragonabili proprio ai contenuti dei testi alchemici. Le cosiddette Arti Maggiori trasformano il reale deformando lo spazio e il tempo percepito dall’uomo nella sua naturale condizione materiale, hanno la capacità di raffinare i cinque sensi a volte intorpiditi. Gli artisti amplificano, attraverso la loro opera, i sensi del fruitore che percepisce un ventaglio di sapori, profumi e suoni inediti non identificabili con la realtà fisica. Il risultato di queste percezioni proviene dal nostro subconscio, che alterato apre l’accesso a una dimensione metafisica, svelando un sesto senso. La Pittura e la Scultura attraverso la fisicità dei materiali trascendono lo spazio e il tempo. Lo scultore utilizzando ad esempio il marmo, che rappresenta il concetto di solida eternità, agisce direttamente nella materia, con i propri strumenti segue i processi generativi emulando lo spirito creatore, modella le forme fisiche e le eleva a una condizione altra, fino a raggiungere il piano metafisico. Michelangelo è il sommo rappresentante di questa trasmutazione della materia, che fa fuoriuscire lo spirito che la anima. Poesia e Musica sono svincolate da tale fisicità iniziale, pertanto sono, in modo diverso, arti dello spirito. In particolare la Musica, attraverso l’emissione di suoni innaturali, ha un’eccellente capacità di trasportare l’ascoltatore lontano dallo spazio e dal tempo; i ritmi, l’intensità e i timbri dei suoni nelle melodie sono armoniosi mezzi evocativi che agiscono sulla psiche e sui territori più profondi dell’animo. La Musica così interviene nella sfera emozionale e mentale dell’uomo, è arte iniziatica eccelsa che si manifesta nel perfetto bilanciamento di spiritualità e fisicità. I parametri di riferimento non sono propri delle forme della natura, sicché il musicista esprime direttamente la propria anima attraverso il suono. La Pittura, scevra dal suo ruolo di mimesi della natura, plasma lo spirito dell’uomo grazie al dinamismo delle forme e del colore, così dal Manierismo l’artista si svincola dal concetto di spazio bidimensionale dei soggetti visibili. La Pittura in epoca rinascimentale è investita dalle influenze della filosofia Neoplatonica unita all’ermetismo alchemico, la sua iconografia racchiude il dialogo dell’anima individuale con lo spirito del mondo, sviluppando così l’immaginazione del singolo, che a occhi chiusi percepisce una realtà costituita di pensiero espressa in forme. Illustre esempio è l’opera di Sandro Botticelli che esprime attraverso immagini riconoscibili il misterioso mondo intellettuale, il pensiero si fa forma nell’inedita lettura dell’antico. In una dimensione parallela gli alchimisti educano la visione interiore attraverso l’immaginazione, così le immagini prodotte dal pensiero metafisico assumono una forma concreta e autonoma. I pittori macinano minerali e vegetali per realizzare impasti colorati, il loro studio assomiglia a un laboratorio alchemico, sperimentando nuovi pigmenti e tecniche gli artisti incrociano l’alchimia, emulano i principi fondamentali di questa pratica per giungere all’immortalità mediante la propria opera.

Rachel Valle © 2015

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IL GIARDINO DI RACHEL 

RACHEL VALLE – FLORENCE GUIDE

 

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