FRANCESCO I DE’ MEDICI (1541 -1587)

FRANCESCO I DE’ MEDICI (1541 -1587)

Agnolo Bronzino, Ritratto di Francesco bambino, Firenze, Galleria degli Uffizi

Francesco I de’ Medici è il primogenito di Cosimo I de’ Medici ed Eleonora di Toledo fu in carica dal 1564 al 1587, inizialmente come reggente del padre e dal 1574 con pieno titolo Granduca di Toscana. Ha un nome insolito Francesco I de’ Medici, che non è presente nell’albero genealogico della famiglia Medicea, Eleonora, che inizialmente non riusciva ad avere presto un figlio maschio, andò a pregare all’Averna (dove San Francesco d’Assisi ricevette le stigmate), un santuario francescano per ricevere la “Grazia” dal Santo, infatti, alla sua nascita la madre, in onore del santo decise di affidare lo stesso nome.

Francesco I de’ Medici, era profondamente diverso dal padre Cosimo I, era di corporatura gracile, aveva una natura riservata e malinconica, non era interessato alla politica, invece fin dalla giovane età dimostrò particolare interesse per l’arte e per la scienza. Francesco I de’ Medici, infatti, è ricordato più come committente che come politico, inoltre è ricordata la sua indole artistica e alchemica, soprattutto nel campo della sperimentazione in campo della pratica dell’arte. Si dice che fu il primo a scoprire il segreto per fondere il Cristallo di Rocca, creando vasi, infatti, condusse esperimenti di lavorazione della porcellana che non era stata ancora scoperta in Europa, ottenne la porcellana morbida detta ”medicea” una qualità porosa, non dalla pasta compatta, peculiarità cinese dell’epoca. Francesco I de’ Medici introdusse per primo a Firenze la lavorazione delle pietre dure, chiamò artisti lombardi a Firenze alla base della nascita dell’Opificio che svilupperà il commesso fiorentino (fondato però dal fratello Ferdinando I nel 1588). Francesco I de’ Medici importa dunque la lavorazione delle pietre dure a Firenze, mentre Ferdinando I de’ Medici fonda la manifattura dell’Opificio delle pietre dure (1588). Oggi sono visibili nella sala delle Maioliche al Museo Nazionale del Bargello esempi di Porcellana Medicea, con il simbolo di Francesco I de’ Medici, il suo logo è la Cupola di Brunelleschi. Altri esempi di cristallo di Rocca sono esposti al Museo degli Argenti in Palazzo Pitti. Francesco I de’ Medici eseguiva i suoi studi e gli esperimenti in due luoghi: nello Studiolo a Palazzo Vecchio e nel Casino di San Marco. Lo Studiolo fu progettato da Giorgio Vasari all’interno di Palazzo Vecchio, dove condusse i primi esperimenti alchemici. Lo Studiolo è il luogo che più lo rappresenta, una sorta di dialogo e gara costante fra la natura e l’arte secondo un perfetto spirito manierista di corte: l’uomo cerca di creare una natura che è più bella della natura reale (Giorgio Vasari, Bernardo Buontalenti, Tribolo, Poccetti), basti pensare alla Grotta di Bernardo Buontalenti, è un’imitazione della natura artefatta, perché più complessa, oppure la grotta degli animali del Tribolo a Villa di Castello. Anche nel Casino di San Marco (Ex-Corte D’Appello, fra Via San Gallo e Via Cavour) conduceva esperimenti alchemici, noto per la presenza di laboratori, dove fu lavorata la pietra dura, l’architetto che realizza il Casino di San Marco è sempre Bernardo Buontalenti. Nel 1583 Francesco I de’ Medici fondò l’Accademia della Crusca, con lo scopo di pulire la lingua italiana e promuovere la letteratura toscana è la più antica Accademia linguistica del mondo, la sede si trova all’interno della villa di Castello, dal 1974.

Alessandro Fei, L’oreficeria (particolare), 1570 circa; Firenze, Palazzo vecchio, Studiolo di Francesco I

Per la politica matrimoniale Francesco I de’ Medici nel 1565 sposa Giovanna d’Austria, la sorella dell’imperatore Massimiliano II, nipote di Carlo V, fu il matrimonio più importante della famiglia Medici. Francesco I de’ Medici nonostante l’impegno ufficiale, ancora prima di sposarsi con Giovanna aveva già iniziato la sua relazione amorosa con Bianca Cappello. In occasione di questo matrimonio furono fatti numerosi interventi decorativi: il corridoio Vasariano (costruito in soli 5 mesi) da Giorgio Vasari, la decorazione e l’ampliamento del Salone dei Cinquecento, la nuova decorazione all’interno del cortile del Michelozzo è la fontana del Nettuno (1565). Bianca Cappello arrivò a Firenze qualche anno prima del matrimonio di Francesco I de’ Medici e Giovanna d’Austria. Bianca Cappello era una nobildonna veneziana che a soli 15 anni scappò dalla famiglia d’origine e da Venezia per seguire Pietro Bonaventuri, un giovane spiantato che l’aveva illusa di poterle garantire una posizione sociale più importante nella città medicea. Pietro Bonaventuri era un dipendente del Banco dei Salviati a Venezia, architettò un inganno ai danni di Bianca Cappello per potersi appropriare della sua dote, così la portò a Firenze e la costrinse a vivere in una modesta abitazione in Piazza San Marco. Proprio alla finestra di quest’abitazione, secondo la tradizione, Francesco I de’ Medici l’avrebbe vista e se ne sarebbe subito innamorato. Francesco I de’ Medici iniziò dunque la relazione amorosa con Bianca Cappello già prima del suo matrimonio, a differenza di Giovanna d’Austria, la nobildonna veneziana era molto colta, dotata di grande bellezza e intelligenza. Il marito di Bianca Cappello (Pietro Bonaventuri) pare fosse accondiscendente verso la relazione clandestina perché in cambio del suo silenzio, riesce a ricevere dei favori economici e un impiego granducale. La relazione clandestina di Francesco I de’ Medici e Bianca Cappello arrivò a essere di pubblico domino, tanto che il Granduca la introdusse a corte con il ruolo di “Dama di Corte”, un vero e proprio affronto per la moglie Giovanna d’Austria. Francesco I de’ Medici fece costruire per l’illustre amante il Palazzo in Via Maggio al n° 26 da Bernardo Buontalenti, sopra il portale d’ingresso a tutt’oggi è visibile lo stemma di Bianca Cappello decorato con il “Cappello”, la facciata è tutta decorata a graffiti realizzata da Bernardino Poccetti. Lo scandalo a corte fu tale che Giovanna d’Austria, dato che non sosteneva più questa insostenibile situazione, chiese l’intervento al fratello Massimiliano II in questa vicenda, ma l’imperatore non volle intervenire. La situazione imbarazzante continuò fino al 1578, anno della morte di Giovanna d’Austria. A distanza di 12 anni dal matrimonio Giovanna d’Austria riuscì a dare un erede maschio a Francesco I de’ Medici, nel 1577 Filippo, ma il figlio morì a soli 5 anni nel 1582. Non ci fu prosecuzione dinastica, sicché comparve all’improvviso il presunto figlio di Francesco I de’ Medici e Bianca Cappello: Don Antonio, che le malelingue sostenevano fosse apparso proprio per quest’occasione. Don Antonio nato nel 1576 illegittimo, fu poi legittimato (1579). Nel 1578, infatti, Francesco I de’ Medici e Bianca Cappello si sposarono segretamente esattamente tre mesi dopo la morte di Giovanna d’Austria, il Granduca non rispettò il lutto tanto che l’anno seguente (1579) il matrimonio fu reso ufficiale. L’amante che diventò Granduchessa fu uno scandalo ancora più eclatante: Bianca Cappello non aveva mire politiche, infatti fu sempre in disparte rispetto alle trame di corte e alla politica del Granducato, amava ritirarsi particolarmente nelle ville di campagna. Nella Villa a Poggio a Caiano, nel 1587 a poche ore di distanza l’uno dall’altra, morirono avvelenati Francesco I de’ Medici e Bianca Cappello. Secondo le testimonianze dell’epoca e i recenti studi condotti dalla Dottoressa Donatella Lippi, la quale ha analizzato i resti (DNA) di Francesco I de’ Medici e Bianca Cappello, trovando la prova che entrambi furono davvero avvelenati con l’arsenico in dosi minime, morendo dopo 10 ore di agonia. Per questa lenta agonia ufficialmente dissero che i Granduchi perirono di febbre malarica, versione sostenuta da Ferdinando I de’ Medici, che a tutt’oggi è sospettato di essere il mandante del duplice omicidio. La Dottoressa Donatella Lippi è arrivata alle sue conclusioni del caso con l’identificazione del DNA delle due vittime comparando sicuramente i geni di Francesco I de’ Medici, trovati all’interno della tomba delle Cappelle Medicee, mentre per Bianca Cappello fu più complicato, dato che dopo la sua morte non vi fu una precisa sepoltura per lei, infatti il corpo fu disperso per una chiara volontà di cancellare la sua memoria. La Dottoressa Donatella Lippi studiando i documenti dell’epoca, ha scoperto che immediatamente dopo la loro morte, fu eseguita un’autopsia sommaria su Francesco I de’ Medici e Bianca Cappello, prelevando degli organi interni che furono conservati in urne custodite all’interno della chiesa di Santa Maria Assunta a Carmignano (PO). Il risultato reso noto dall’esperta dottoressa ci illustra che il DNA trovato all’interno di suddette urne corrisponde esattamente a quello di Francesco I de’ Medici e si deduce che il DNA di donna sia appartenuto a Bianca Cappello per esclusione e logica anche se non c’è riscontro perché manca il resto del corpo. Ferdinando I de’ Medici fu il primo artefice a negare la memoria di Bianca Cappello, cancellando stemmi e tracce della sua presenza, non volle seppellire Bianca Cappello nelle Cappelle Medicee con una sepoltura degna. L’altra figlia da ricordare di Francesco I de’ Medici e Giovanna d’Austria è Maria de’ Medici che sarà futura regina di Francia, moglie di Enrico IV di Valois, la seconda regina nella famiglia Medici.

Alessandro Allori, Ritratto di Giovanna d’Austria, Firenze, Museo degli Argenti

Alessandro Allori, Ritratto di Bianca Cappello, Firenze, Galleria degli Uffizi

Rachel Valle © 2015

Francesca Rachel Valle - Florence Guide


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...