GHERARDO DELLE NOTTI
QUADRI BIZZARRISSIMI E CENE ALLEGRE
FINO AL 24 MAGGIO LA PRIMA ESPOSIZIONE DEDICATA AL PITTORE OLANDESE CHE AMAVA CARAVAGGIO, CON UN’OPERA DISTRUTTA NELLA STRAGE DEI GEORGOFILI
Si è aperta la prima mostra al mondo dedicata a Gerrit van Honthorst alla Galleria degli Uffizi dal 10 febbraio e si potrà ammirare fino al 24 maggio, è un’occasione speciale per vedere quasi tutta la produzione dell’artista, in particolare opere provenienti da collezioni private. Il pittore olandese Gerrit van Honthorst arrivò in Italia intorno al 1610, richiamato a Roma dalle novità straordinarie della pittura di Michelangelo Merisi, il “Caravaggio”, iniziando a dipingere rappresentazioni a lume di candela, creando uno stile tutto giocato sugli effetti della luce artificiale contrapposto all’ombra. Una tecnica, la sua, che lo rese celebre col nome di Gherardo delle Notti e molto amato anche a Firenze. I suoi illustri committenti, dal Granduca di Toscana Cosimo II de’ Medici a Piero Guicciardini ne consacrarono la fama come il più importante pittore olandese del Seicento sul suolo italiano. Fu particolarmente amato dall’Ordine dei Carmelitani, notevoli, infatti, sono le grandi pale, come la Decollazione del Battista proveniente dalla Santa Maria della Scala di Roma, ma anche Cristo dinanzi a Caifa, dalla National Gallery di Londra presenti in mostra. Gherardo delle Notti o Gerrit van Honthorst è pittore di “Quadri bizzarrissimi e cene allegre”, Scene conviviali, come Cena con Sponsali, Cena con Suonatore di liuto o Buona Ventura, dove convivono perfettamente espressioni popolari dipinte con eccellente maestria, il background fiammingo si fonde con l’eleganza italiana, unendo scherno, sensualità e precisione formale. Caravaggio è presente con il Cavadenti della Galleria Palatina, opera del 1609, che raramente è visibile al grande pubblico, è messo a diretto confronto con lo stile di Gherardo delle Notti, che riluce di una bizzarra e vibrante bellezza, superando qui il grande maestro italiano. Il curatore della mostra, Gianni Papi, descrive l’arista con queste parole: “La severità compositiva e l’espressività mostrano che Honthorst fu il più italiano e il meno nordico dei pittori stranieri che vennero a studiare e lavorare nel nostro paese ebbe un grande successo anche tornando in patria, ma abbandonò lo stile che l’aveva reso celebre qui.” La grande tela dell’Orfeo dal Palazzo Reale di Napoli, mostra come Honthorst si diverta a rappresentare un insolito paesaggio rupestre con figure vivissime di animali, come il pappagallo o la tartaruga ed il protagonista dai baffi alla moda seicentesca. Nell’esposizione alla Galleria degli Uffizi è presente anche l’Adorazione dei pastori, la pala d’altare dipinta per la chiesa di Santa Felicita, per Piero Guicciardini, che fu offesa dell’attentato mafioso di Via dei Georgofili del 1993. Straordinaria è l’installazione che vede al centro proprio questa Pala danneggiata e che i restauratori hanno cercato di salvare i brandelli della superficie pittorica, simbolo della furia mafiosa e al contempo della rinascita della Cultura che vince. Toccante è la ricostruzione dell’attentato mediante le immagini dell’epoca che interagiscono con il supporto virtuale come memoria visiva, la luce di Gherardo delle Notti è simbolo della Vittoria sull’ombra… “Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza…”
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